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Introduzione al coraggio civile

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Questo sito affronta l'importante tema del «coraggio civile». Si tratta di un argomento fondamentale, sempre di grande attualità, che non riguarda solo una determinata fascia di popolazione, bensì concerne tutte le cittadine e tutti i cittadini che vivono e desiderano continuare a vivere in una società pacifica, democratica e basata sullo stato di diritto!

Che cos'è il coraggio civile e per che cosa serve?
L'espressione "coraggio civile", coniata nel 19° secolo, è costituita da civilis, termine latino derivato da civis, ossia cittadino, e da courage, termine francese che significa coraggio e che deriva a sua volta dal termine latino cor, ossia cuore. Coraggio civile vuol dire quindi letteralmente il "coraggio dimostrato da un cittadino" che vive in una società civile e pacifica, diversamente dal coraggio dimostrato da un soldato in guerra. Questo significa che non è necessario trovarsi in situazioni di grandissimo pericolo per dimostrare coraggio. Quando si è costretti dalle necessità, infatti, si agisce.
Il cittadino che dà prova di coraggio civile, invece, si espone intenzionalmente ad un pericolo per mantenere l'ordine e la pace lì dove vive. È attento a quanto succede attorno a lui, interviene non appena si accorge che qualcuno è trattato ingiustamente, senza preoccuparsi di esporsi ad un certo rischio. Se vede due persone litigare, non distoglie lo sguardo.
Al contrario, il cittadino senza coraggio civile dimostra semplicemente indifferenza, non prende posizione, non aiuta e non interviene in caso di problemi. Certo, evita momentaneamente un pericolo per se stesso, ma così facendo incoraggia indirettamente queste forze all'interno della società che per finire minacceranno anche la sua tranquillità.

Mostrano coraggio civile coloro che mettono se stessi in pericolo?
Il pericolo a cui ci si espone dando prova di coraggio civile di regola non mette a repentaglio la propria vita. La minaccia è calcolabile e spesso neanche tanto grande. Occorre tuttavia valutare bene come si vuole agire, e il proprio intervento deve essere proporzionale. Se vedete per esempio una signora anziana nel bus farsi apostrofare da una banda di bulli, non è certo una buona idea intromettersi agitando la borsetta, soprattutto se avete già superato gli 80 anni. Nulla vi impedisce però di allertare immediatamente la polizia e di attirare l'attenzione delle altre persone vicino a voi su quanto sta succedendo.
Come si configura il coraggio civile nella nostra società?
Si potrebbe addirittura affermare quanto segue: una società in cui si mette in pericolo la propria vita dando prova di coraggio civile è una società che sta perdendo il proprio ordine democratico. Nelle metropoli europee si sono già sviluppate società parallele che si sono ampiamente sottratte al controllo esercitato dagli organi dello stato di diritto. E anche nei villaggi discosti «le persone preferiscono risolvere i problemi tra loro». D'altronde, le tendenze antidemocratiche non provengono più solo «dal basso», da una frangia radicalizzata della popolazione, bensì arrivano negli ultimi tempi sempre più spesso «dall'alto», dai governi stessi: nel centro dell'Europa si tenta di emarginare le minoranze, abolire la parità dei diritti e ridurre le libertà individuali!
Il coraggio civile assume quindi anche questa dimensione politica. Certo, la situazione non è ancora sfuggita di mano, ma in molti paesi si è giunti visibilmente sull'orlo del baratro. Ecco perché il coraggio civile è tanto importante nella nostra società: interviene sempre prima di ogni altra cosa, ossia prima di precipitare nel baratro della dittatura. Dopo, infatti, rimane solo la resistenza in un Paese in cui non vige più lo stato di diritto. E fare resistenza, mettendo in pericolo la propria vita, è centomila volte più difficile che dar prova di coraggio civile!

Non vogliamo eroi. Vogliamo coraggio civile.
«Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.» dice Bertolt Brecht.

Naturalmente, il rischio zero non esiste! Anche in tempo di pace e anche quando si vive in un Paese democratico, non vi è alcuna garanzia di uscire indenni da ogni situazione conflittuale. Purtroppo, si sente anche di casi emblematici in cui le persone intervenute con coraggio sono state picchiate o addirittura uccise. Fortunatamente simili casi sono rari e soprattutto questo non è certo un argomento contro il coraggio civile, bensì a suo favore! Analizzando queste situazioni più da vicino, si constata infatti quanto segue: si verificano eccessi di violenza perché le poche persone coraggiose sono state abbandonate a loro stesse dagli altri individui presenti che non hanno dato prova di coraggio! Poco importa che poi si dica: «Che eroe è stato!», poiché questa persona, in realtà, non intendeva per nulla esserlo. Avrebbe preferito essere aiutata, invece di essere lasciata in balia degli avvenimenti!
È meglio quindi evitare di arrivare al punto di aver bisogno di persone che «si sacrificano» per altre persone solo per difendere i valori fondamentali della democrazia e i diritti umani! Per non arrivare a situazioni del genere, occorre che la maggioranza della popolazione non si pronunci solo teoricamente «piuttosto a favore» di questi diritti e valori, bensì che li rispetti anche nella pratica, che li interiorizzi. In questo modo, ogni persona che rispetta questi diritti e valori si sentirà subito aggredita personalmente se questi sono violati. Poco importa in quale circostanza, quando e da chi.

Di quali valori e diritti si tratta realmente?
I valori e i diritti di cui stiamo parlando si chiamano fra l'altro: diritto alla libertà, diritto all'uguaglianza, diritto all'integrità fisica. Nessuno deve essere discriminato per il suo sesso, la sua origine, il colore della sua pelle, il suo orientamento sessuale, le sue opinioni politiche, religiose o altro e per qualsiasi altra sua convinzione, né in ambito professionale, né nella vita privata, secondo il ben noto principio «Vivi e lascia vivere». Si tratta della regola d'oro dell'etica: «Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.» In definitiva è questione di dignità umana.
A questo punto dovreste chiedervi onestamente: «Questi sono anche i miei valori?» Poiché il vostro coraggio civile dipende proprio da questa domanda fondamentale. Infatti, se non consideraste fondamentali i valori sopracitati come regole del gioco valide per vivere in società, se non vi importasse proprio nulla di come il vostro vicino tratta i suoi figli o del fatto che la signora Bernasconi è vittima di mobbing da parte dei suoi colleghi d'ufficio, i quali la stanno facendo lentamente impazzire, che sarebbe meglio non invitare Mario alla festa perché è omosessuale e per evitare seccature dato che è pure stato invitato Pietro, che è omofobo… Insomma, se foste dell'avviso che tutto questo non è affar vostro, perché chiedervi di dar prova di coraggio civile, in qualsiasi situazione vi troviate….

Perché agite con coraggio civile? Perché lo volete e non certo perché è un dovere!



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