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Lotta alla tratta di esseri umani in Svizzera

La tratta di esseri umani è raramente un fenomeno locale eliminabile con poche misure mirate. Si tratta di una forma di reato praticato a livello nazionale e spesso addirittura a livello internazionale che va quindi combattuto proprio a questo livello. Ecco perché la Svizzera punta ad una strategia globale che persegue prevalentemente obiettivi nazionali, ma che ingloba pure impegni nei paesi di provenienza delle vittime. L'interrelazione indispensabile fra prevenzione, intervento e repressione rappresenta una sfida per tutte le parti coinvolte.

Impegno della Svizzera all'estero
La Svizzera condanna la tratta di esseri umani definendola una grave violazione dei diritti umani. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) persegue perciò l'obiettivo di fornire a livello internazionale un contributo significativo, tangibile e dimostrabile alla prevenzione della tratta di esseri umani e alla tutela delle vittime. A tale scopo, il DFAE sostiene programmi nei paesi noti come luoghi di provenienza o transito delle vittime di questo fenomeno, concorre ad elaborare politiche mirate e si impegna attivamente negli organismi multilaterali rilevanti (per esempio ONU e OSCE) per lo sviluppo di standard atti a migliorare la tutela delle vittime della tratta di esseri umani.
Il DFAE si impegna inoltre a migliorare il coordinamento delle autorità svizzere con attori degli stati terzi identificati quali principali paesi di provenienza delle vittime della tratta di esseri umani in Svizzera. In stretta collaborazione con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e in accordo con il Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti (SCOTT), il DFAE organizza regolarmente tavole rotonde che affrontano tematiche attuali della politica interna al fine di potenziare la collaborazione internazionale e lo scambio di esperienze.

Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti (SCOTT)
Le misure contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti interessano vari ambiti nei settori della prevenzione, della protezione delle vittime e del perseguimento penale prevalentemente di competenza della Confederazione, ma parzialmente anche dei Cantoni. Il Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti (SCOTT), legato all'Ufficio federale di polizia (fedpol) dal 2003, riunisce le autorità e le organizzazioni coinvolte in Svizzera nella lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti. Lo SCOTT, che funge da piattaforma ove si centralizzano le informazioni e le analisi in materia, elabora strutture e reti di collegamento per combattere efficacemente la tratta di esseri umani in Svizzera, ed assicura una procedura coordinata a livello nazionale. Il Servizio di coordinazione sviluppa le strategie e le misure per lottare contro questa forma di criminalità nei settori della prevenzione, del perseguimento penale e della protezione delle vittime.
Ruolo della polizia
I cantoni ed i loro corpi di polizia hanno il compito di svolgere inchieste quando si sospettano casi di tratta di esseri umani e di avviare un perseguimento penale. Pertanto le strategie, le priorità i modi di procedere possono variare molto da un cantone all'altro. Risulta tuttavia che le inchieste condotte in questo settore della criminalità possono spesso essere all'origine di costi enormi. I singoli cantoni hanno perciò già oggi formato unità specializzate in seno al corpo di polizia incaricate di occuparsi esclusivamente, o per lo meno regolarmente, di inchieste quando vi sono fondati sospetti di tratta di esseri umani. In tal modo si può raggruppare il know-how necessario e le inchieste in corso sono seguite da poliziotti sperimentati. Inoltre, queste unità specializzate semplificano l'oneroso lavoro in rete. L'istituzione di procuratori pubblici specializzati nella tratta di esseri umani offre gli stessi vantaggi. In alcuni cantoni, sono già i procuratori pubblici specializzati in materia ad indagare. Dal 2007, inoltre, diversi centri di formazione in Svizzera offrono corsi di specializzazione in materia di lotta contro la tratta di esseri umani destinati ai membri dei corpi di polizia e ad altre persone coinvolte. Con il piano d'azione nazionale contro la tratta di esseri umani, si vuole riuscire ad integrare personale specializzato in tutte le strutture cantonali di giustizia e polizia.
«Tavole rotonde»
Per migliorare la collaborazione fra polizia, giustizia, autorità competenti in materia di migrazione e servizi di consulenza alle vittime, si organizzano in diversi cantoni «tavole rotonde» sul tema della tratta di esseri umani. Queste tavole rotonde servono a favorire la comprensione comune del problema e a sviluppare una strategia collettiva per elaborare delle soluzioni: si stabiliscono le responsabilità, le interfacce e i compiti delle rispettive autorità e dei rispettivi servizi. Nel frattempo, in oltre la metà dei cantoni svizzeri sono in fase di elaborazione o sono stati conclusi accordi di cooperazione che assicurano la collaborazione fra autorità di perseguimento penale, uffici della migrazione e servizi di consulenza.
Nel 2007, inoltre, il gruppo di lavoro contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti (GLTT), istituito dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali, ha avviato i lavori per approfondire lo scambio di informazioni fra forze di polizia.

Autorità competenti in materia di migrazione
Le autorità competenti in materia di migrazione e la polizia degli stranieri svolgono un ruolo particolarmente importante nella lotta contro la tratta di esseri umani. Questo vale in particolare, ma non esclusivamente, per la lotta contro la tratta di esseri umani ai fini dello sfruttamento sessuale. Queste autorità comunali e cantonali hanno pertanto il compito di applicare le norme federali concernenti il diritto in materia di stranieri e sono fra l'altro responsabili di rilasciare permessi di entrata, di soggiorno e di lavoro agli stranieri. Le regole e le prassi sono diverse da un cantone all'altro. In generale, però, l'obiettivo è di prestare particolare attenzione alle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori nell'industria del sesso quando vengono rilasciati loro permessi di lavoro. Si cerca inoltre di verificare se il/la richiedente offre le sue prestazioni senza costrizione. Il Canton Berna, per esempio, richiede alle persone che si prostituiscono di presentare un cosiddetto «Business Plan» e insiste, nella misura del possibile, per avere un colloquio personale. A Zurigo, tutte le prostitute provenienti da tutti gli stati UE che desiderano offrire i loro servizi in strada sono tenute a sottoporsi ad un esame. Solo dopo conferma della loro indipendenza da parte della polizia, verrà eventualmente rilasciato loro un permesso di lavoro.
Altre istituzioni statali
Accanto allo SCOTT, esistono altre istituzioni statali che si occupano direttamente o indirettamente della tratta di esseri umani. È il caso per esempio dei servizi cantonali di consulenza alle vittime (LAV). Questi servizi non sono specializzati nella tratta di esseri umani, possono però fornire informazioni e, se del caso, indirizzare le persone interessate verso i servizi giusti.
Dato che le vittime della tratta di esseri umani sono prevalentemente donne, anche i centri per la parità fra i sessi si occupano di questo fenomeno. A livello nazionale interviene l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) che funge da servizio centrale. A livello regionale, sono 17 i cantoni che hanno un servizio specializzato in quest'ambito. In alcune grandi città sono inoltre stati aperti uffici locali per l'uguaglianza fra donna e uomo.
Anche la Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC) si occupa della tematica della tratta di esseri umani. La prevenzione ha certo un'importanza fondamentale, ma è difficile attuarla in quanto la maggior parte dei reati non è denunciata. Pertanto, questa tematica non viene trattata come elemento centrale del servizio specializzato. La PSC intraprende tuttavia tutto quanto è in suo potere per sensibilizzare la popolazione su questa problematica e per informarla sul modo di operare della polizia.

Importanti  organizzazioni non governative
Le organizzazioni che si occupano direttamente o indirettamente del tema della tratta di esseri umani e delle sue vittime sono numerose. Ne è stata perciò fatta solo una selezione.
Il centro d'intervento specializzato «Makasi» fa parte del servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne (FIZ). Si tratta nella fattispecie di un centro d'intervento nazionale per le vittime della tratta di esseri umani. Alle vittime vengono offerte consulenze gratuite e confidenziali in diverse lingue. Anche i confidenti o i familiari delle vittime possono annunciarsi al centro specializzato.
L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) sostiene progetti in tutto il mondo per lottare contro la tratta di esseri umani nell'ambito della prevenzione e della collaborazione tecnica, fornendo un sostegno diretto alle persone colpite. La rappresentanza elvetica dell'OIM a Berna ha recentemente elaborato alcune schede informative sulla tratta di esseri umani in paesi selezionati e importanti per la Svizzera, ed ha organizzato delle tavole rotonde per gli attori svizzeri in base a questi documenti.
La Fondazione svizzera per la protezione dell'infanzia collabora strettamente con il Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti (SCOTT). Nell'ambito del piano d'azione nazionale contro la tratta di esseri umani 2012-2014, la Fondazione svizzera per la protezione dell'infanzia elabora raccomandazioni per l'adozione di misure atte a proteggere i bambini e ad aiutare le vittime minorenni della tratta di esseri umani dopo la loro identificazione.

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